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Ariston Thermo Group apre le proprie porte agli studenti

WCM, ecosostenibilità, Industry 4.0… il futuro è già qui!

Venerdì 10 marzo 2017 i ragazzi delle classi terze della scuola Media San Vito hanno fatto visita al sito produttivo di Osimo dell’Ariston Thermo Group.

L’Ariston Thermo è una azienda internazionale dalle forti radici locali nata dall’intuizione di Aristide Merloni agli inizi degli anni ‘30 con la produzione di bilance, per poi passare alle bombole a gas e agli scaldacqua elettrici. Oltre 85 anni di storia e di crescita guidati da passione e competenze, questo è il primo chiaro messaggio che i nostri ragazzi hanno recepito.

Ariston Thermo è in tutto il mondo sinonimo di comfort, efficienza energetica, rispetto per l’ambiente e sicurezza. Ai nostri giovani la sicurezza è stata ben chiara sin dall’inizio, infatti per poter partecipare alla visita hanno dovuto accreditarsi con un badge ed indossare tutti i dispositivi di sicurezza obbligatori.

Dal 2011 l’Ariston Thermo applica infatti la metodologia WCM (World Class Manufacturing) ed è oggi operativa in ben 13 stabilimenti. Il WCM è un programma in continua evoluzione e serve per favorire un costante miglioramento in tutti i processi all’insegna della qualità, dell’ambiente e della sicurezza. Consente non solo di migliorare il livello del servizio ma di avere una visione e una prospettiva a lungo termine in sintonia con le sfide del mercato.

Gli studenti hanno perfettamente capito che un’azienda che opera in un regime WCM dovrà avere zero incidenti, zero difetti, zero perdite, zero stock e zero brackdown. Insomma l’ambizione di Ariston Thermo è quella di essere i migliori produttori di caldaie al mondo! Per fare ciò esistono delle aree modello create all’interno dell’assemblaggio. C’è infatti una linea di produzione dove vengono assemblati i componenti, effettuati i test sulle caldaie, fatte eventuali riparazioni e impacchettato il prodotto.

Oggi Ariston Thermo ha un fatturato di 1, 43 miliardi di € di cui quasi il 90% fuori Italia, 7 milioni di prodotti e 6.900 dipendenti. Un particolare molto importante sono i 19 centri di ricerca che ha in 12 paesi del mondo.

Lo stabilimento di Osimo ha una storia piuttosto recente. Dopo una acquisizione, c’è stata la costruzione del sito. Siamo nell’anno 1996. Dal 2002 inizia la crescita vera e importante. Dal 2006 si inizia a pensare ad una piattaforma di prodotti. Dal 2009 quasi tutte le caldaie vengono prodotte in questo sito e solo una piccola percentuale in Cina.


Una novità molto importante è l’introduzione nel 2016 dei test sul prodotto.

La produzione di questo gruppo cambia e evolve negli anni fino ad arrivare ad oggi ad essere leader di produzione di caldaie e riscaldamento per ambienti passando attraverso gli scaldacqua elettrici.

La tecnologia e l’innovazione sono sempre stati al centro della produzione, della serie…..manufacturing our future!!

Il tempo della produzione è di mediamente 40 minuti.

L’azienda crede nella ecosostenibilità e si sta dirigendo verso la produzione di pannelli solari ma non al sito di Osimo.

Ma la vera novità degli anni che verranno sarà verso l’Industry 4.0 che sarà l’evoluzione gestionale smart della fabbrica. Sarà cioè la capacità di macchine, apparati e personale di connettersi e di comunicare in modo efficiente, che permetterà di rilevare eventuali problemi e dati da condividere in tempo reale, indipendentemente dalla parte del mondo in cui ci si troverà.

Questi messaggi che sono stati comunicati ai ragazzi hanno scatenato la loro curiosità, tanto che sia durante la presentazione sia durante la visita al sito si sono sbizzarriti con le domande.

Dalle risposte fornite è risultato che l’azienda si impegna per promuovere il commercio in tutto il mondo e per rispettare l’ambiente.

La visita all’area di lavoro ha entusiasmato i ragazzi per via dei molteplici robot che trasportavano, modellavano, saldavano, testavano, imballavano ed altro ancora. Naturalmente erano presenti i famosi robot antropomorfi che eseguivano rapidamente i loro compiti. Molti sono stati stupiti dalla velocità con cui si producono i pezzi. Dopo aver visto la composizione di una caldaia dalla lamiera all’imballaggio (fatto solo di cartone senza materiali plastici che poi sarebbero difficili da smaltire), gli studenti hanno pranzato in azienda e anche questo li ha colti di sorpresa, perché hanno potuto letteralmente assaporare ancora di più una realtà marchigiana con un profilo di rilevanza internazionale.

Arianna Belelli, Riccardo Piccinini, Federica Ronzitti

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